Filed under: Film urbani, Riflessioni urbane | Tag: allen, botticelli, leonardo, love, michelangelo, roma
Come ci vedono gli americani? Come una favola che inizia con “Nel blu dipinto di blu“, passa su un Alberto Sordi attualizzato e superfluo e si deprime tra un Caruso docciofilo ed un protagonista di nome Michelangelo.
Non ho mai preteso o supposto che il mio Paese oltre continente fosse apprezzato per altro che non per arte, cucina e clima, so che sono ormai lontani i tempi in cui il diritto romano era un esempio di politica… Ma addirittura avere Woody Allen che si scomoda per ricordarmelo no!!! E’ troppo!!!
Quindi sicura che il genio di Woody ci ha abbandonato distratto dal sole e dal obbligo di dover forzosamente citare anche Roma tra i suoi film, esco dalla sala di “To Rome with love” immaginando di fare l’unica intervista che si può pensare su questo film al grande Allen…
B: “Perche’ Michelangelo? Lo ha scelto per amore verso l’artista o perche’ le hanno permesso di girare nella Cappella Sistina? Perche’ lo preferisce ad un Leonardo, ad esempio?” (continua…)
Filed under: bacchettata, Racconti Urbani | Tag: aereoporto, plastic bag, sicurezza
In Gran Bretagna decisamente lo temono. Al ritorno dalle vacanze mi trovo nel piccolo e accogliente areoporto di Prestiwick a pochi km da Glasgov. Fatto il check ci mettiamo in coda per accedere all’area di imbarco. Fanno bella mostra di sé macchinette che vendono bustine sigillate di plastica per inserire i liquidi, come da ultime normative anti terrorismo. Nel vederle mi sento tranquilla, difatti chiudo tutto nelle trousse e ad ogni controllo fatto in precedenza non mi sono maai stati posti problemi, procedo serena.
Arrivato il nostro turno, suoniamo come di abitudine al metadetector, quindi perquisizione su tutto i corpo -più meno alla stregua di un massaggio estetico rivitalizzante, solo più breve. Terminata la procedura mi accorgo che la sicurezza è intenta a disfare la valigia dei tapini prima di me mentre la mia è in lista di attesa per la stessa sorte…
Aprono prima la borsa del mio ragazzo, al quale era toccato l’onore di portare la mia trousse dei trucchi… che era proprio l’oggetto del contendere… (continua…)
Filed under: bacchettata, costume, Racconti Urbani | Tag: assicurazion auto, classe, polizza
Avete mai pensato di cambiare la vostra polizza assicurativa?
Io sì e non è stata una impresa facile.
Semplicemente decido che il mio costo annuale è troppo alto e cerco altrove. Mi rivolgo ad altre assicurazioni di stampo classico e ad alcune on-line. Le agenzie on-line offrono condizioni più vantaggiose, mentre i preventivi delle assicurazioni “tradizionali” non sono assolutamente competitivi rispetto la mia attuale spesa.
Nel ritirare uno dei preventivi parlo con l’assicuratrice alla quale esce un “Sa, lei daltronde è in 5^ classe… non è facile farle un preventivo davvero competitivo…”, non lasciando correre nulla per carattere, mi sento in dovere di puntualizzare “2^ classe vorrà dire”. (continua…)
Filed under: ambiente, bacchettata, Racconti Urbani | Tag: alluminio, caffè, cialde, moca, plastica, solubile
Non so che lavoro fate nè come gestite i vostro tempo libero, ma per me, semplice colletto bianco pro tempore, c’è un benefit che la mia azienda mette generosamente a disposizione: la macchinetta del caffè.
Ora lasciamo stare tutti i discorsi di un ironico comunismo per cui lo strumento interno all’ufficio ti permette sì di concederti tutti caffè che vuoi, ma altresì ti inchioda all’interno limitando le cosidette “uscite bar” tanto care ad una consistente fetta di impiegati di antico lignaggio.
Concetriamoci proprio su di lei: la macchinetta mangia cialde.
Il nodo di tutta la vicenda infatti sono le cialde. In un momento storico in cui si rimette in discussione il contenitore dei detersivi per proporre punti di ricarica nei supermercati, in cui le bottiglie dell’acqua e le buste della spesa vengono additate come i maggior nemici dell’ambiente… (continua…)
Filed under: bacchettata, media, Riflessioni urbane | Tag: bacchettata, casa, cerco, scaiola
Quando l’iniziativa dal basso è meglio di qualsiasi chiacchera parlamentare.
Questo manifesto nel completo spirito romano è veramente la più bella bacchettata che ho visto da inizio anno…
Filed under: comunicazione, Film urbani, Riflessioni urbane | Tag: autore, cerca, di, family, film, happy, in, personaggi, pirandello, salvatores, sei
La famiglia è veramente “happy” con Salvatores. I piccoli drammi e le
grandi verità della vita si spogliano delle amare pieghe pirandelliane e diventano commedia brillante.
La storia non è nei fatti, ma nel voler svolgere la narrazione.
Per gli amanti di Salvatores forse ritorno a Nirvana.
Realtà e finzione si cedono il posto, in un esplicito richiamo ai personaggi in cerca di autore, celando comunque una realtà che c’è e si vede, mentre avanza a fatica nelle intercapedini di una storia che alla fine un pochino alla vita ha da insegnare.
Filed under: costume, Riflessioni urbane | Tag: cellulare, interattive, maestra, mamma, mamme, procter&gamble, skype, televisione, tv, videochiamata
Quanto è lontana una mamma web?
Non pensate solo agli esperimenti di web marketing della Procter &Gamble, esiste un altro nugolio di madri che non fa ricerche di mercato, non si scambia consigli degli acquisti on-line e non ha interesse a navigare.
Le mamme interattive con internet ci crescono i loro figli.
Si attaccano a skype e video-chiamano il pupo a casa della nonna, mentre loro sono in un altro paese a lavorare, a mandare i soldi a casa, magari qualche regalo e perchè no, quando si staccano dal pc riescono pure a ricostruirsi una vita sempre che non stiano al cellulare con la prole.
Le mamme interattive non sono madri lontane ore da casa per uno stipendio ed un pò di realizzazione professionale. Sono lontane perchè non possono fare altrimenti e forse sperimentando per un pò questa vita di mamme in differita non vogliono neanche più tornare indietro. (continua…)
Filed under: comunicazione, media, Riflessioni urbane | Tag: comunismo, francese, Perestroica, tzitano
Il concerto nel film è la storia delle storie, della vita dell’amicizia e della vera unione armonica tra popoli.
Una parentesi di cinema vero, un po’ Tzigano un po’ francese…
Capire se è la storia, i volti o la musica la ricetta vincente di questo racconto lo potrebbe solo rovinare.
Tutto sotto una pennellata ironica tra la Perestroika ed il comunismo “vecchia maniera”, quasi a dirci che le ferite e la storia sono ormai parte di un passato da cui è possibile guarire.
Filed under: bacchettata, comunicazione, Film urbani, media, Riflessioni urbane | Tag: avatar, fibre, internet, life, matrix, modem, ottiche, second
Forse Avatar è il nome più appropriato per indicare una sorta di grande madre internet dove la memoria degli esseri viventi si deposita in un grande podcast in grado di registrare i pensieri.
Il 3d del film invece può delutere. Le figure non si staccano dal fondale per venirti incontro, ma hanno un fondo ed uno spessore reale sempre all’interno della trama filmica.
Ma fermarsi al 3D potrebbe essere poco o troppo per questo film ricco di retorica americana.
Superato il complesso di “Balla coi lupi” resta da ammirare una natura forte e colorata come un insieme di fibre ottiche vegetali a cui gli esseri blu sono connessi tramite il loro modem/coda.
Insomma, forse il mondo di Pandora ricorda più un Matrix umanizzato o second life che un mondo alieno ed è questa la vera sottostoria che trovo affascinante.

