Bacchettata’s Weblog


Chi ha paura del terrorista?
settembre 20, 2011, 7:35 am
Filed under: bacchettata, Racconti Urbani | Tag: , ,

In Gran Bretagna decisamente lo temono. Al ritorno dalle vacanze mi trovo nel piccolo e accogliente areoporto di Prestiwick a pochi km da Glasgov.  Fatto il check ci mettiamo in coda per accedere all’area di imbarco. Fanno bella mostra di sé macchinette che vendono bustine sigillate di plastica per inserire i liquidi, come da ultime normative anti terrorismo. Nel vederle mi sento tranquilla, difatti chiudo tutto nelle trousse e ad ogni controllo fatto in precedenza non mi sono maai stati posti problemi, procedo serena.

Arrivato il nostro turno, suoniamo come di abitudine al metadetector, quindi perquisizione su tutto i corpo -più meno alla stregua di un massaggio estetico rivitalizzante, solo più breve. Terminata la procedura mi accorgo che la sicurezza è intenta a disfare la valigia dei tapini prima di me mentre la mia è in lista di attesa per la stessa sorte…

Aprono prima la borsa del mio ragazzo, al quale era toccato l’onore di portare la mia trousse dei trucchi… che era proprio l’oggetto del contendere…

Tutto ciò che era smalto, lucidalabbra, crema viso, andava riposto nella fantomatica bustina trasparente.

La seconda adetta inzia la stessa procedura sulla mia borsa dove erano rimaste ancora poche bottigliette di cosmetici. Per entrambi l’ineluttabile sentenza: “Comperare la bustina trasparente -che vendono loro- e sigillare tutto lì dentro”.

Indignata sopratutto dalla distruzione dell’opera ingenieristica del mio bagaglio, capendo che comunque è una norma antiterrorismo, quindi a mio vantaggio, acquisto l’inutile bustina…borbottando solo sul’incapacit di trovare tutti i liquidi e le trousse che avevo con me…

Torno dagli addetti con la busta, loro mi rovesciano in mano gli oggetti sequestrati e mi mandano via.

A quel punto davvero mi sono sentita prendere in giro!

Se la norma prevede che devo mettere tutto dentro una bistina sigillata e che nulla e’ più efficace di quella bustina a tutelarmi, te mi hai sequestrato i miei  trucchi Sisley -che da soli coprono il tuo stipendio- e non verificate che ripongo tutto nella busta e sigillo il pericoloso contenuto???

Allora potevamo lasciare tutto nella trousse che ne dite???

Insomma anche in Inghilterra funziona il sostenamento coatto di un fornitore   a bustarelle… in questo caso bustine…



Assicurazioni ed altri danni.
settembre 6, 2011, 9:28 pm
Filed under: bacchettata, costume, Racconti Urbani

Avete mai pensato di cambiare la vostra polizza assicurativa?

Io sì e non è stata una impresa facile.

Semplicemente decido che il mio costo annuale è troppo alto e cerco altrove. Mi rivolgo ad altre assicurazioni di stampo classico e ad alcune on-line. Le agenzie on-line offrono condizioni più vantaggiose, mentre i preventivi delle assicurazioni “tradizionali” non sono assolutamente competitivi rispetto la mia attuale spesa.

Nel ritirare uno dei preventivi parlo con l’assicuratrice alla quale esce un “Sa, lei daltronde è in 5^ classe… non è facile farle un preventivo davvero competitivo…”, non lasciando correre nulla per carattere,  mi sento in dovere di puntualizzare “2^ classe vorrà dire”.

No, la ragazza parlava di 5^ classe e a ragion veduta, perchè sull’attestato di rischio rilasciatomi dalla mia sempre più ex-assicurazione, c’era un piccolo errore di classe, errore comprensibile solo a chi conosce bene i codici cui fa riferimento l’attestato stesso. La classe interna alla mia agenzia era corretta, ma quella diciamo “universale” era sbagliata.

Le assicurazioni on-line non avevano subito l’influsso nefasto dell’attestato di rischio errato, in quanto nella fase di preventivo, ero io stessa a compilare i campi on-line, ed avevo ovviamente inserito la classe corretta.

Scoperto l’arcano non vi dico cosa è stato ottenere un attestato di rischio valido dall’assicurazione.

Per l’esattezza l’agenzia ha prodotto immediatamente un attestato di rischio aggiornato, ma dal valore abbastanza scarso, dato che al registro delle assicurazioni risultava veritiero il documento precedente non quello corretto.  In poche parole avevo un pezzo di carta che diceva una cosa e tutti i registri informatici che ne dicevano un’altra… ed io non sono riuscita a stipulare una polizza con nessuno.

Prontamente sollecitato, il centro assistenza della assicurazione, decisamente ex, ha preso con molta riluttanza in carico il caso.

Sono servite diverse telefonate, qualche fax e considerevoli bacchettate per riuscire quanto meno a conoscere la procedura corretta da far seguire a loro – io la mia l’avevo attuata da un po’-.

Dopo appena un mese, diverse rimostranze e l’assicurazione scaduta, e dopo aver vissuto il fantastico benefit di non poter usare l’auto, finalmente riesco ad ottenere un pass per farmi validare l’assicurazione presso un’altra società.

Un gioco da ragazzi insomma…



La “pausa caffè” e il mondo di cialde
aprile 10, 2011, 3:30 pm
Filed under: ambiente, bacchettata, Racconti Urbani | Tag: , , , , ,

Non so che lavoro fate nè come gestite i vostro tempo libero, ma per me, semplice colletto bianco pro tempore, c’è un benefit che la mia azienda mette generosamente a disposizione:  la macchinetta del caffè.

Ora lasciamo stare tutti i discorsi di un ironico comunismo per cui lo strumento interno all’ufficio ti permette sì di concederti tutti caffè che vuoi, ma altresì ti inchioda all’interno limitando le cosidette “uscite bar” tanto care ad una consistente fetta di impiegati di antico lignaggio.

Concetriamoci proprio su di lei: la macchinetta mangia cialde.

Il nodo di tutta la vicenda infatti sono le cialde. In un momento storico in cui si rimette in discussione il contenitore dei detersivi per proporre punti di ricarica nei supermercati, in cui le bottiglie dell’acqua e le buste della spesa vengono additate come i maggior nemici dell’ambiente…

noi passiamo da una fruizione con un unico packaging ad una a packaging multiplo, spesso fatto di plastica o alluminio!

Per dirla in due partole le cialde sono tanti pezzetti di plastica che riempiono il secchio della spazzatura! Come se non bastasse la “pratica” usanza della cialda  sta prendendo pericolosamente piede anche in casa.

Se fate un giretto nei maggiori centri di rivendita di elettrodomestici vedrete fioccare ovunque macchinette a cialde.

Di cialde ce ne sono di tutti i tipi, di plastica, aromatizzate, in alluminio colorato…  insomma affascinanti oggetti di design che si trascinano dietro un mondo: milioni di cialde di tutti i tipi affollano i secchi.

Per gli irriducibili della moca ho scoperto nel supermercato l’ultimo cavallo di troia… le cialde in carta assorbente per moca!!!

Insomma non c’è speranza? Siamo davvero così tanto pigri da non voler più dosare con il cucchiaino il nostro caffè espresso italiano?

Piuttosto mi piego al solubile, almeno faccio l’americana davvero e per una volta non lascio traccia di me.



Cerco casa…
maggio 4, 2010, 10:47 am
Filed under: bacchettata, media, Riflessioni urbane | Tag: , , ,

Quando l’iniziativa dal basso è meglio di qualsiasi chiacchera parlamentare.

Questo manifesto nel completo spirito romano è veramente la più bella bacchettata che ho visto da inizio anno…



Eppur è un “Happy family”
aprile 7, 2010, 10:21 pm
Filed under: comunicazione, Film urbani, Riflessioni urbane | Tag: , , , , , , , , , ,

La famiglia è veramente “happy” con Salvatores. I piccoli drammi e le grandi verità della vita si spogliano delle amare pieghe pirandelliane e diventano commedia brillante.

La storia non è nei fatti, ma nel voler svolgere la narrazione.

Per gli amanti di Salvatores forse ritorno a Nirvana.

Realtà e finzione si cedono il posto, in un esplicito richiamo ai personaggi in cerca di autore, celando comunque una realtà che c’è e si vede, mentre avanza a fatica nelle intercapedini di una storia che alla fine un pochino alla vita ha da insegnare.



Mamme interattive o mamme tv?

Quanto è lontana una mamma web?

Non pensate solo agli esperimenti di web marketing della Procter &Gamble, esiste un altro nugolio di madri che non fa ricerche di mercato, non si scambia consigli degli acquisti on-line e non ha interesse a navigare.

Le mamme interattive con internet ci crescono i loro figli.

Si attaccano a skype e video-chiamano il pupo a casa della nonna, mentre loro sono in un altro paese a lavorare, a mandare i soldi a casa, magari qualche regalo e perchè no, quando si staccano dal pc riescono pure a ricostruirsi una vita sempre che non stiano al cellulare con la prole.

Le mamme interattive non sono madri lontane ore da casa per uno stipendio ed un pò di realizzazione professionale. Sono lontane perchè non possono fare altrimenti e forse sperimentando per un pò questa vita di mamme in differita non vogliono neanche più tornare indietro.

Quale figlio adolescente passa ore della sua giornata al telefono con la mamma, raccontandole tutto e magari chiedendo suggerimenti.

Ne ho visti pochi ma sento tante mamme interattive che discutono, scherzano e stanno attaccate al filo per ore con i figli.

Troppo a volte mi viene da pensare.

Pensata in modo metaforico, sembra quasi una trasposizione della mamma televisione, solo che qui la madre è vera, raccontano di un mondo lontano, sono personali una per ogni interlocutore e totalmente distante dalle problematiche quotidiane.

Insomma pagano i conti, fanno intrattimento, ma le regole di vita le detta la nonna, la madre due volte.

Senza giudicare si può osservare questo fenomeno e magari chiedersi se sono mamme senza frontiere o mamme tv?

Poi guardandosi un pò attorno a chi invece è “cresciuto in casa” forse la cattiva maestra televisione avrebbe bisogno davvero di un pò di mamme interattive per tutti.



Sei più social o più network?

Se tutti i social network si parlassero tra di loro possiamo ipotizzare un mondo virtuale dove scegli di dare alla tua presenza on line un’impronta più social o più network?

Ci sono limiti legali, vero, e forse anche di necessità più o meno dichiarata di avere un pò di “privacy” parola quasi desueta nel navigato mondo di ego-web.

Non riesco a smettere di immaginare un mondo virtuale dove il social network ti caratterizza come una regione geografica.

Dopo: Italiani = spaghetti, pizza e mandolino, perchè non potremmo passare ad Myspace artista o grupie, Facebook amicizia sì ma tra il semi professionale ed il fighettoso, Linkedin disturbatemi solo per lavoro… etc???

Sì come tante regioni terrestri, in cui nessuno esclude che si possa avere una seconda casa “estiva” ma solo per gli amici delle “vacanze”, ecco quindi che mentre sono in giacca per il network business, solo i VERI Friend mi vedono nel relax.

Nel frattempo ci telefoniamo via Skype, ci messaggiamo su MSN e condividiamo strumenti di lavoro in Gmail

A tutti gli effetti ci stiamo riproducendo nei nostri stili nel mondo virtuale, e fa niente se chi ha poca fantasia ha proprio bisogno di vedersi camminare in una Second life, la vita nella rete, nel web è già iniziata.

E per chi perde la rotta?

Niente paura, mentre la stella polare di Twitter brilla, c’è sempre un Friendfeed di emergenza!



Il concerto
febbraio 15, 2010, 5:21 pm
Filed under: comunicazione, media, Riflessioni urbane | Tag: , , ,

Il concerto nel film è la storia delle storie, della vita dell’amicizia e della vera unione armonica tra popoli.

Una parentesi di cinema vero, un po’ Tzigano un po’ francese

Capire se è la storia, i volti o la musica la ricetta vincente di questo racconto lo potrebbe solo rovinare.

Tutto sotto una pennellata ironica tra la Perestroika ed il comunismo “vecchia maniera”, quasi a dirci che le ferite e la storia sono ormai parte di un passato da cui è possibile guarire.



Avatar è second-life?
febbraio 15, 2010, 5:16 pm
Filed under: bacchettata, comunicazione, Film urbani, media, Riflessioni urbane | Tag: , , , , , , ,

Forse Avatar è il nome più appropriato per indicare una sorta di grande madre internet dove la memoria degli esseri viventi si deposita in un grande podcast in grado di registrare i pensieri.

Il 3d del film invece può delutere. Le figure non si staccano dal fondale per venirti incontro, ma hanno un fondo ed uno spessore reale sempre all’interno della trama filmica.

Ma fermarsi al 3D potrebbe essere poco o troppo per questo film ricco di retorica americana.

Superato il complesso di “Balla coi lupi” resta da ammirare una natura forte e colorata come un insieme di fibre ottiche vegetali a cui gli esseri blu sono connessi tramite il loro modem/coda.

Insomma, forse il mondo di Pandora ricorda più un Matrix umanizzato o second life che un mondo alieno ed è questa la vera sottostoria che trovo affascinante.



Il marketing del mendicante…

Ripuliamoci da idee personali e sentiti dire, e cogliamo con occhio ed orecchio oggettivo e smaliziato tutte le tecniche e i rigori della libera professione del mendicare.

I luoghi, le parole, l’accento sbagliato ma sempre al posto giusto, l’intercalare, il look, lo sguardo.

Insomma tutto segue le 5 leve del marketing convenzionale… e come ogni attività che si rispetti, la concorrenza ed il mercato sono due    nemici con cui scontrarsi.

Ecco che per sopravvivere nello squallido mondo capitalista, i mendicanti hanno affilato le armi e da esperti sociologi del mondo che li circonda hanno cambiato prodotto.

La nuova arma che sempre meno persone hanno, che tutti agognano ed invidiano e che non si può non volere è la FELICITA’!

Il messaggio nuovo è “Buongiorno Signori, un pò di Felicità!” le facce sono meno sporche e rassomigliano più a clown di strada. Sono felici della loro condizione fuori dagli schemi del loro pubblico, generalmente pendolari, l’italiano è più ritmato e meno sgrammaticato, come se si stesse per ridere anche solo presentandosi e poi c’è lei la musica! Fa niente se suonano per finta e fanno due accordi sulla base lo show ha comunque il suo appeal e anche le facce più torve devono almeno interrompere il loro pensiero di disappunto.

Grazie ai professionisti della strada sappiamo dove a breve punterà anche il grande mercato, dopo l’eccellenza, l’affidabilità, la perfezione e l’ascolto…

il trend dell’affabulazione seguirà la linea della felicità.

Non resta che augurare…

Buona giornata a tutti!






Follow

Get every new post delivered to your Inbox.